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Bounce rate

Bounce Rate: la metrica e il bounce rate cos’è nell’applicazione digital.

“Bounce rate” è un termine che sentiamo spesso nel mondo del marketing digitale e, inutile dirlo, la sua fonetica ci rimanda all’azione di saltellare su tappeti elastici. Ma, quindi, “bounce rate” cosa significa esattamente nel contesto digital?

In questo articolo, esploreremo il significato del bounce rate cos’è e come viene applicato nell’ambito dell’email marketing.

Un’anticipazione importantissima prima di scendere nel vivo dell’argomento: conoscere la metrica e saper gestire il bounce rate è fondamentale per il successo delle campagne di email marketing, quindi penna e taccuino pronti alla mano per appuntare i bullet point dell’argomento.

Bounce Rate significato in pillole

Con “bounce rate” indichiamo la percentuale di visitatori di un sito web o utenti di una pagina web che abbandonano il sito o la pagina senza interagire con essi o visitare altre pagine. In termini più semplici, il bounce rate significato rappresenta il numero di persone che “rimbalzano” via dal un sito web subito dopo averlo visitato, senza esplorare ulteriormente il contenuto. Questo può avvenire per vari motivi, come ad esempio una cattiva esperienza utente, contenuto non pertinente o difficoltà di navigazione.

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Un alto bounce rate è spesso un campanello d’allarme per i marketer, poiché indica che il sito web o la pagina non stanno soddisfacendo le aspettative dei visitatori. Perciò, è fondamentale comprendere la metrica e monitorare il bounce rate per migliorare l’esperienza dell’utente e aumentare l’efficacia delle strategie di digital marketing.

Bounce rate cos’è e quanto viene usato?

La query frequentissima “bounce rate cos’è” è una delle primissime domande che un neo-marketer pone al motore di ricerca. Al suo posto rispondiamo noi di Nativery riproponendo ciò che abbiamo accennato poche righe fa, spingendoci sul tecnicismo.

In termini più tecnici, un “bounce” si verifica quando un utente visita una pagina web e la lascia senza effettuare alcuna azione, come cliccare su altri link o interagire con il contenuto. Il bounce rate è quindi una metrica, espressa in percentuale, che rappresenta il rapporto tra i visitatori che abbandonano una pagina e il numero totale di visitatori.

Per convenzione nel mondo digital esistono due tipi di bounce rate:

  • Bounce Rate a pagina singola (Single Page Bounce Rate): questo si verifica quando un utente visita una sola pagina del sito e la lascia senza esplorarne altre. Ad esempio, se un visitatore atterra sulla homepage e poi esce dal sito senza visitare altre pagine, questo è un esempio di bounce rate a pagina singola.
  • Bounce Rate a sessione singola (Single Session Bounce Rate): questo si verifica quando un utente visita più pagine del sito durante la stessa sessione, ma poi esce senza interagire ulteriormente. Ad esempio, un utente potrebbe visitare la homepage, la pagina dei prodotti e poi uscire senza compiere ulteriori azioni.

Un bounce rate elevato può essere un campanello d’allarme da tenere d’occhio, ma non è necessariamente sempre negativo.

Ad esempio, in una landing page con obiettivo lead generation (con uno scopo che coinvolge una sola azione come come iscriversi a una newsletter o scaricare un ebook) un bounce rate alto potrebbe essere accettabile. Tuttavia, in altri casi come un sito internet informativo, un alto bounce rate può indicare problemi da affrontare.

Applicazione pratica nell’email marketing

Ora che abbiamo compreso il significato e la natura del bounce rate, è importante esaminare come questa metrica si applica all’email marketing.

Il “bounce rate email marketing” è un indicatore chiave per misurare l’efficacia delle campagne di email marketing. La metrica, in questo determinato canale, rappresenta la percentuale di email inviate e poi non consegnate con successo al destinatario.

Il bounce rate e-mail marketing si differenzia su due filoni principali.

  • Hard Bounce: si verifica quando un’e-mail non viene consegnata a causa di problemi permanenti, come un indirizzo e-mail inesistente o disattivato. I provider di servizi e-mail rileveranno questi problemi e impediranno la consegna dell’e-mail.
  • Soft Bounce: si verifica quando un’e-mail non viene consegnata a causa di problemi temporanei, come una casella di posta elettronica piena o un server di posta temporaneamente non disponibile. Le e-mail che presentano un soft bounce sono state inviate con successo al server di destinazione ma non sono state consegnate al destinatario.

Il monitoraggio del bounce rate nell’email marketing è cruciale per mantenere una lista di sottoscritti pulita ed efficiente. Un alto bounce rate può danneggiare la reputazione del mittente e ridurre la capacità di consegnare e-mail con successo. Pertanto, è essenziale prendere misure per ridurre il bounce rate.

Strategie per limitare il bounce rate e-mail marketing

  1. Verificare, aggiornare, pulire la lista dei contatti
    Per ottimizzare la ricezione delle e-mail è importante mantenere un elenco di sottoscrittori aggiornato, verificando la validità degli indirizzi e-mail. Non solo: è importante fare pulizia, rimovendo gli indirizzi obsoleti o inesistenti per ridurre i hard bounce.
  2. Utilizzare strumenti di verifica dell’email
    Utilizzare tools per verificare ed identificare le e-mail è senza dubbio fondamentale per assicurarsi un database ricettivo con bassi tassi di bounce rate. Tra i vari in commercio, consigliamo l’utilissimo MailInput.
  3. Scrivere contenuti rilevanti
    Il contenuto della e-mail inviate ai componenti di un database deve essere rilevante per i destinatari. In particolar modo se questi appartengono ad un db specifico, come i sottoscritti ad una newsletter di beauty. Se il contenuto non èpertinente è probabile che gli utenti abbandonino la lettura e il bounce rate aumenti.
  4. Provare diversi orari di invio
    Non esiste una regola d’oro per l’invio delle comunicazioni via mail. Alcuni “dogmi” sanciscono che il mattino sia un’ottima finestra, altri invece suggeriscono il tardo pomeriggio come orario migliore, altri ancora guardano all’orario di pranzo 12-14 come ideale. Sperimentare diversi tipi di orari di invio permette di comprendere un eventuale pattern comune alla audience. In altre parole, provare diversi orari di invio serve a capire quando il livello di bounce rate è minore.

In conclusione, il “bounce rate” è un concetto fondamentale nel marketing digitale che misura il comportamento degli utenti sul sito web e la consegna delle e-mail nelle campagne di e-mail marketing.

Comprendere il significato del bounce rate e come affrontarlo è essenziale per migliorare l’efficacia delle strategie di marketing online. Monitorando costantemente il bounce rate e adottando le giuste strategie, è possibile ottimizzare il sito web e le campagne di e-mail marketing per ottenere risultati migliori e raggiungere il pubblico in modo più efficace.